Che profumo scegliere per l’estate?

Niente fretta. Quando vi recate in profumeria e dovete scegliere la fragranza, non abbiate fretta, anzi, tenete presente che sarà una scelta che richiederà un po’ di tempo. Se andiamo di fretta, abbiamo i minuti contati oppure stiamo già pensando a cosa dovremmo fare una volta usciti dal negozio, non ha senso regalarci quei minuti di coccole in profumeria.

Quando entriamo in profumeria e ci dirigiamo nel settore alcolica ci troviamo davanti a centinaia di profumi l’uno diverso dall’altro e ognuno con una caratteristica che lo rende unico. Il problema sorge quando siamo poco esperti in questo campo e vogliamo scegliere un profumo: da dove iniziare? Quali informazioni di base dobbiamo sapere per scegliere la fragranza giusta? In questa semplice e breve guida daremo qualche consiglio utile che è sempre bene tenere presente.

Il profumo è soggettivo.

E’ una questione di chimica: il profumo può cambiare in base al pH della pelle. Quindi, non partite dal presupposto che un profumo indossato da un’altra persona e che vi è piaciuto vada bene anche per voi. Dovete provarlo sulla vostra pelle e lasciare che si sviluppi almeno per una decina di minuti; l’ideale sarebbe sentirlo per l’intera giornata e magari il giorno dopo tornare ad acquistarlo.

Lasciatevi consigliare.

Ci sono due tipologie di consigli: il consiglio di un amico o un’amica che ci accompagna e quello dell’addetta vendite. Per quanto riguarda il consiglio che può venire da una persona che ci accompagna bisogna prestare molta attenzione perché si tratta di una persona che magari ha gusti totalmente diversi dai nostri e quindi potrebbe mandarci completamente fuori strada. Invece, il consiglio di un’addetta vendite potrebbe essere il migliore: quando descriviamo il genere che ci piace, quale profumo abbiamo utilizzato per ultimo e cosa ci aspettiamo da una fragranza, l’esperta potrebbe individuare la fragranza giusta per noi.

Poche e mirate.

Nel vaporizzare le fragranze è di fondamentale importanza individuarne poche e mirate (questo avviene in genere quando ci rivolgiamo all’addetta vendite). Molto spesso vediamo persone che, non volendo essere consigliate, cominciano a sentire fragranze su fragranze arrivando anche alla ventina: inevitabilmente o andranno via senza averci capito nulla oppure faranno la scelta sbagliata.

Se avete trovato altri metodi efficaci per la scelta della fragranza giusta lasciate un commento, saremo felici di condividere anche il vostro pensiero.

Come funziona la quotazione in borsa

Il processo di quotazione in Borsa è molto delicato e può offrire importanti vantaggi all’azienda così come la espone a grandi rischi. Un vantaggio tra tutti consiste nella possibilità di poter reperire più facilmente denaro che può essere investito in modo da far crescere l’azienda più in fretta. Infatti l’azienda quotata in Borsa ottiene una grande visibilità presso il pubblico di potenziali investitori i quali possono acquistare le sue azioni ai fini di ottenerne un profitto (diritti di tipo economico relativi alla riscossione del dividendo), se non anche diritti di tipo amministrativo (relativi alla possibilità di partecipare all’Assemblea dei soci e di poter esercitare il diritto di voto).

Dall’altro lato la quotazione espone l’azienda a diversi rischi, tra cui uno dei più insidiosi consiste nella possibilità di scalate o take over da parte di soggetti esterni all’azienda che acquistando la maggioranza delle azioni diventano, di fatto, proprietari dell’azienda. Dunque questo è un grosso rischio per la proprietà soprattutto nel caso di aziende a conduzione familiare, dato che in questo modo c’è il rischio di perdere il controllo da un momento all’altro.

Scendendo nel dettaglio è possibile evidenziare alcuni dei più importanti benefici della quotazione:

  1. Aumento della visibilità presso il pubblico degli investitori;

  2. Diversificazione delle fonti di finanziamento;

  3. Aumento della credibilità dell’azienda presso il pubblico, il quale quindi investirà più facilmente;

  4. Aumento della trasparenza relativa all’attività dell’impresa: la società quotata deve rispettare precisi obblighi in termini di trasparenza che si esplicitano nel rendere pubblici diversi documenti come i bilanci di esercizio, i quali devono poter essere visibili a tutti gli interessati (stakeholders e shareholders);

  5. Possibilità di ottenere una valutazione da parte di società di rating le quali valutano l’investment grade (sicurezza e solvibilità aziendale) e l’high yield (vulnerabilità e grado di rischio aziendale) dell’azienda. Le aziende che hanno una valutano di mercato, a meno che questa valutazione non sia negativa, attirano maggiormente gli investitori;

  6. Possibilità di adottare sistemi di incentivo per il management, infatti la società quotata può permettere al management di ottenere bonus addizionali al suo stipendio se compra delle stock option le quali offriranno un rendimento maggiore se la società ottiene una performance migliore, in modo da aumentare la motivazione del management a far bene il proprio lavoro;

  7. Possibilità di aderire al Codice di Autodisciplina sulla Corporate Governance: ogni società quotata aderisce al TUF (il Testo Unico della Finanza, Decreto legislativo n.58/98) il quale riunisce le principali norme sul funzionamento dei mercati finanziari. Oltre a queste norme ogni società quotata può aderire a Codici di autoregolamentazione i quali dettano le Best Practices che l’azienda può scegliere liberamente di rispettare in modo da migliorare la propria reputazione e quindi la credibilità presso il pubblico aumentando la sua capacità di attirare investimenti. L’azienda che aderisce ad un Codice di Autoregolamentazione può infrangerlo solo motivando l’infrazione in modo adeguato (secondo la regola “complain or explain”).

La società quotata aumentando la sua visibilità aumenta anche il numero di oneri che deve rispettare obbligatoriamente ai fini della quotazione e anche il numero di rischi cui si espone:

  1. Obbligo circa il rispetto di norme speciali;
  2. Riorganizzazione della gestione e del management in base a quanto prescritto dalle norme per le società quotate in Borsa;
  3. Obbligo relativo alla trasparenza e quindi alla pubblicazione periodica dei documenti relativi all’attività e alla performance aziendale, e poi anche alla pubblicità delle scelte strategiche, e delle procedure interne;
  4. Possibilità di perdita del controllo da parte della proprietà, e quindi della formazione di una proprietà senza controllo che di fatto perde i diritti amministrativi;
  5. Aumenta la possibilità di reato e di ricevere sanzioni amministrative: se le leggi sulle società quotate non vengono rispettate in modo esatto e non si assolvono tutti gli oneri previsti c’è un elevato rischio di incorrere in una sanzione. Inoltre elevato è il rischio di “abuso di informazione privilegiata” che si realizza nel momento in cui un soggetto entra in possesso di informazioni privilegiate e riservate (quindi non rese pubbliche) le quali saranno in grado di far variare il prezzo delle azioni tale da avvantaggiare il soggetto che in questo modo può facilmente decidere se vendere o comprare.
  6. Il valore dell’azienda viene legato alle condizioni di mercato e del settore di riferimento, con il rischio che le azioni scendano di prezzo anche se la società ottiene risultati migliori rispetto al resto del settore.
  7. Polverizzazione del capitale azionario: aumenta il numero di azionisti che comprano piccole quantità di azioni al solo scopo di percepire il dividendo e non interessati al controllo. Ne consegue che il capitale sociale viene frammentato o polverizzato tra una miriade di azionisti, tale che basta possedere una quota relativamente piccola di azioni per acquisire il controllo, da ciò l’aumento del rischio di take over.

 

L’Offerta Pubblica Iniziale o IPO (Initial Public Offering)

 

Con il termine IPO viene indicata la prima offerta di azioni in pubblico fatta da un’azienda che per la prima volta intende quotarsi in Borsa o su un altro mercato regolamentato. L’impresa che sceglie di offrire al pubblico degli investitori nei mercati regolamentati le sue azioni si trasforma da private company a public company (dove public company non indica che la società sia di tipo pubblico, cioè a controllo statale).

La public company si caratterizza per la polverizzazione del capitale azionario, tale che molti azionisti sono sconosciuti alla società stessa.

Il procedimento con cui viene realizzata una IPO si articola in più fasi più o meno complesse:

  1. Fase preliminare:
  • I step: delibera del CdA sul progetto di quotazione e nomina del team di consulenti (in genere il CdA in tale riunione convoca altresì l’assemblea degli azionisti per le apposite delibere inerenti come, ad esempio, in sede straordinaria, le modifiche statutarie necessarie).
  • II step: riunione di lancio dell’operazione e pianificazione delle attività.
  • III step: due diligence (valutazioni circa lo stato dell’azienda, i suoi rischi, le sue potenzialità): economico-finanziaria e legale. Degli esperti valutano se ci sono le condizioni per avviare la quotazione.
  • IV step: redazione del prospetto informativo da diffondere tra il pubblico.
  1. Fase istruttoria: si verifica l’ idoneità della società ad intraprendere la raccolta del risparmio tra il pubblico mediante il collocamento di azioni nuove (Offerta Pubblica di Sottoscrizione  OPS).
  • I step: richiesta alla CONSOB del “nulla osta” per la pubblicazione del Prospetto Informativo.
  • II step: domanda di ammissione alla quotazione in Borsa Italiana SpA ed invio della relativa documentazione.
  1. Fase dell’IPO:
  • I step: pubblicazione e distribuzione ad analisti del research report sul titolo.

  • II step: costituzione del Consorzio di collocamento pre-marketing e successivo Roadshow (es. incontri con possibili investitori).

  • III step: bookbuilding (raccolta delle intenzioni di acquisto degli investitori istituzionali).

  • IV step: offerta pubblica di vendita e/o sottoscrizione (OPV-OPS).

  • V step: inizio delle negoziazioni e “stabilizzazione”.